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Gianni Berengo Gardin





Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, sin dall’inizio della sua carriera focalizzò l’attenzione su un’immensa verità di tematiche che vanno dal sociale alla quotidianità, all’architettura e alla paesaggistica.


Passò la sua gioventù e studiò a Venezia, la sua vera città natale e iniziò a dedicarsi alla fotografia all'inizio degli anni '50. Da quel momento non smetterà mai di fotografare, accumulando così un archivio fotografico monumentale capace di raccontare l'evoluzione del paesaggio e della società italiana dal dopoguerra ad oggi.



La formazione fotografica di Berengo Gardin ebbe una svolta notevole grazie alla Magnum, di cui Cartier Bresson fu fondatore: agli inizi degli anni '60 un suo parente americano, infatti, lo mise in contatto con Cornell Capa, che gli fece avere alcuni libri di fotografia.


Fu in quell’istante che decise di seguire le orme dei grandi fotografi di Life e Magnum raccontando la società con gli occhi di un artigiano votato all'impegno sociale.

Pochi anni dopo incontrò un editore che lo fece entrare nel mondo del foto-giornalismo: da qui ebbe inizio la sua carriera da fotoreporter, realizzando oltre 200 mostre in tutto il mondo e altrettante e numerose pubblicazioni.


Negli anni a venire collaborò con le maggiori testate nazionali e internazionali, come Domus, Epoca, Le Figaro, L'Espresso, Time, Stern.

Nel 1954 pubblicò le sue prime foto ne Il Mondo, il modo caratteristico di fotografare di Gardin e il suo occhio attento al mondo e alle sue diverse realtà gli hanno permesso di spaziare dal reportage umanista all'architettura e al paesaggio, dall'indagine sociale alla foto industriale.


"Il mio lavoro non è assolutamente artistico e non ci tengo a passare per un artista. L’impegno stesso del fotografo non dovrebbe essere artistico, ma sociale e civile”, racconta il fotografo veneziano.


Durante la sua carriera ha esposto le sue foto in centinaia di mostre in diverse parti del mondo: al Museum of Modern Art di New York, alla George Eastman House di Rochester, alla Biblioteca Nazionale di Parigi, agli Incontri Internazionali di Arles, al Mois de la Photo di Parigi, nelle gallerie delle librerie FNAC.


Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli dedicò una monografia della collana "Grandi Autori", mentre nel novembre 2007 la FIAF ha editato la monografia "L'Abruzzo dei fotografi", che ospitava dieci sue immagini dell'Aquila con un'intervista.


Recentemente nel 2022 è uscito nelle sale il film Nei giardini della mente, dove Gardin ripercorre la sua esperienza da fotoreporter negli ospedali psichiatrici, per cui si egli stesso combatté la battaglia per la chiusura di questi ultimi, e in particolare raccontando il suo libro Morire di classe documentato insieme a Carla Cerati.


Attualmente il fotografo vive tra Milano e Camogli ed è membro dell'agenzia fotografica Contrasto dal 1990 e del circolo "La gondola" di Venezia.


Tutte le fotografie sono © Gianni Berengo Gardin

1 - Venezia, 1959

2 - Venezia, 1960

3 - Istituti Psichiatrici Italiani, 1969

4 - Venezia e le grandi navi, anni 1970

5 - Lezione di danza, 1970

6 - In piazza, anni 1960



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