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Robert Doisneau






“Io non fotografo la vita reale, ma la vita che mi piacerebbe che fosse”


Robert Doisneau


Robert Doisneau è stato un fotografo francese, considerato, insieme a Henri Cartier-Bresson, uno dei massimi esponenti del fotogiornalismo e della fotografia umanista. Le sue opere catturano e preservano nel tempo frammenti di vita, rivelando emozioni e sensazioni umane che scoprono il lato nascosto e poetico di quei momenti quotidiani ormai dimenticati.


Doisneau nacque il 14 aprile 1912 a Gentilly, un sobborgo di Parigi e, in seguito alla morte di entrambi i genitori in giovane età, fu cresciuto perlopiù da una zia.

Cominciò ad interessarsi alla fotografia all’età di soli sedici anni, aggirandosi per le strade dei suburbi operai in cui era cresciuto.


Durante la gioventù studiò litografia presso l’école Estienne, e una volta diplomato iniziò a lavorare come disegnatore per lo studio di arti grafiche Atelier Ulman. Ben presto, tuttavia, Doisneau abbandonò l’atelier per iniziare una nuova carriera come assistente del fotografo pubblicitario Andre’ Vigneau.


Successivamente, agli inizi degli anni ’30, intraprese una nuova carriera, presso la Renault, come fotografo industriale. Fu in questo stesso periodo che Doisneau maturò la sua vera vocazione, facendo scatti per le periferie della capitale francese, vita e anima dello stile romantico che caratterizza i lavori del fotografo.


Nel 1939 venne assunto dall’agenzia fotografica Rapho, per la quale lavorò per circa cinquant’anni nonostante le successive pressioni di Henri Cartier-Bresson per farlo passare alla sua agenzia, Magnum Photos.


Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Doisneau interruppe momentaneamente le attività di fotografo, entrando a far parte della resistenza, mettendo a disposizone le proprie capacità di litografo per falsificare documenti. Una volta terminato il conflitto, ricominciò a fotografare, realizzando diversi reportage di moda per Vogue.


Nel 1949 pubblicò il suo primo libro di fotografie “La Banlieu de Paris, il primo di una lunga serie di volumi con immagini iconiche di Parigi e dei suoi cittadini.

Nel 1950, Doisneau scattò una foto, ritraendo una coppia che si baciava tra le strade trafficate di Parigi. L’immagine fu pubblicata su Life e divenne il suo lavoro più noto; chiamò la foto Le baiser de l’hôtel de ville. La coppia non è stata però ritratta per caso: Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista Life, e chiese ai due giovani di posare per lui. Si trattava di Françoise Bornet, una studentessa di teatro, e del suo ragazzo, Jacques Carteaud.


Negli anni ‘50 divenne membro di “Group XV”, un’associazione di fotografi dediti alla ricerca tecnica ed artistica in campo fotografico. Da quel momento in avanti, proseguì la sua carriera di fotografo senza interruzione, dando luce a un vasto repertorio di immagini di stampo prettamente umanistico.


Doisneau si spense all’età di ottant’un anni e venne seppellito a Raizeux, accanto alla tomba della moglie Pierrette Chaumaison. In seguito alla sua scomparsa furono ritrovati nel suo atelier di Montrouge oltre 40.000 negativi, recuperati poi in seguito.

Numerose sono le mostre organizzate a livello internazionale che ancora oggi vengono dedicate al fotografo francese, simbolo per eccellenza della fotografia umanista.


Tutte le fotografie sono © Robert Doisneau

1 - Le Baiser de L'Hotel de Ville, Paris, 1950

2 - Le Fox-Terrier du Pont de Arts, 1953

3 - Les Freres, Paris,1934

4 - Candy at Ivresse, Foire du Trone, 1953

5 - Le Dernière Valse de 14 Julliet, 1949

6 - Marc and Christiane Chevalier in the Paris Metro, 1953



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